CVD
Odio i finali.
i titoli di coda al cinema, quando tutti si alzano e se ne vanno e io invece no, perchè mi dispiace che sia finito.
le stazioni, gli aeroporti, i parcheggi. Quando i minuti corrono e ci sarebbero mille gesti da fare e un milione di cose da dire.
i saluti nelle mail, mettere giù la cornetta alla fine della telefonata, l'ultima parola nei messaggi. Non so mai cosa scegliere, tutto sembra così banale ma allo stesso così dannatamente importante.
Mettere il punto in fondo alla frase e andare a capo.
Sai che puoi continuare a scrivere ma è un'altra riga, un'altra pagina, magari un altro quaderno, non è la stessa cosa.
E poi mi chiedo se ho fatto bene il nodo.
Se ho stretto bene, se ci ho messo abbastanza cura, se ho segutio tutte le istruzioni, se ho pensato agli errori fatti con i nodi che si sono sciolti e se non li ho commessi di nuovo.
Se la corda è abbastanza lunga.
S reggerà il peso, se non si rovinerà sotto la pioggia o se il sole non la brucerà.
Non mi piacciono i nodi e non mi piacciono i finali.
Voglio un mondo di scarpe con gli strappi e di film con un milione di sequel.
E non voglio più entrare ed uscire dalle vite degli altri lasciando lì pezzi di me, per poi ritrovarmi a chiedermi se mi è rimasto ancora qualcosa.
Domandarmi se quei pezzi là posso ancora recuperarli.
Non voglio più finali, nodi e puzzle di me.
Voglio un mondo di film con un milione di seuquel, di scarpe con gli strappi e di quadretti con i puzzle composti e ben ordinati.
Odio i finali.
i titoli di coda al cinema, quando tutti si alzano e se ne vanno e io invece no, perchè mi dispiace che sia finito.
le stazioni, gli aeroporti, i parcheggi. Quando i minuti corrono e ci sarebbero mille gesti da fare e un milione di cose da dire.
i saluti nelle mail, mettere giù la cornetta alla fine della telefonata, l'ultima parola nei messaggi. Non so mai cosa scegliere, tutto sembra così banale ma allo stesso così dannatamente importante.
Mettere il punto in fondo alla frase e andare a capo.
Sai che puoi continuare a scrivere ma è un'altra riga, un'altra pagina, magari un altro quaderno, non è la stessa cosa.
E poi mi chiedo se ho fatto bene il nodo.
Se ho stretto bene, se ci ho messo abbastanza cura, se ho segutio tutte le istruzioni, se ho pensato agli errori fatti con i nodi che si sono sciolti e se non li ho commessi di nuovo.
Se la corda è abbastanza lunga.
S reggerà il peso, se non si rovinerà sotto la pioggia o se il sole non la brucerà.
Non mi piacciono i nodi e non mi piacciono i finali.
Voglio un mondo di scarpe con gli strappi e di film con un milione di sequel.
E non voglio più entrare ed uscire dalle vite degli altri lasciando lì pezzi di me, per poi ritrovarmi a chiedermi se mi è rimasto ancora qualcosa.
Domandarmi se quei pezzi là posso ancora recuperarli.
Non voglio più finali, nodi e puzzle di me.
Voglio un mondo di film con un milione di seuquel, di scarpe con gli strappi e di quadretti con i puzzle composti e ben ordinati.









Anche il basket dei mini ha chiuso i battenti, con le bimbe che giocavano contro le mamme e poi i papà contro le mamme e poi i papà contro le bimbe, insomma le tipiche feste di fine anno del basket dei mini.
Qua e là partite di calcio e salamella, oppure partite di basket e salamella, oppure salamella e basta, oppure anche solo birra. Ogni tanto ci si piazza anche le patatine.








